martedì 8 luglio 2014

Crithmum maritimum: Salento e linguine con il finocchio marino

In vacanza in Salento, un giorno di Giugno, girottando sulla costa a pochi km da Santa Maria di Leuca, proprio non riuscivamo a trovare nessun posto dove mangiare. Alle 4 di pomeriggio, dopo aver esplorato il piccolo, deserto e bellissimo paesino di Tricase, siamo incappati in un ristorante sul mare a marina di Castro, che anche alle 4 di pomeriggio ci ha servito il pranzo. Il mio piatto di pasta era buonissimo, ma al posto del prezzemolo aveva una strana pianta che non riuscivo ad identificare, forse un'alga,....ero sicura di averla vista al mare. Le foglie erano grassocce, saldate al gambo senza picciolo ed era difficile distinguere le venature. Il sapore simile a quello del finocchietto selvatico, ma anche salato.


Ho chiesto alla cameriera che mi ha confermato trattarsi di "Finocchio marino", una pianta che cresce sugli scogli e che si mangia tradizionalmente da quelle parti. Appena ho avuto l'occasione di usare la rete ho scoperto che il nome scientifico di questa pianta è  Crithmum maritimum L., una pianta appartenente alla famiglia delle Umbelliferae (come il finocchio) e adattata a resistere alle alte temperature e al sale.

domenica 4 maggio 2014

Solanacee: cosa sarebbe la cucina senza di loro?




Pensando alla cucina medioevale ante-scoperta delle Americhe, mi viene una tristezza...niente pomodoro!! Niente patate, peperoni, melanzane...per non parlare dei tutto resto: niente cioccolato, vaniglia, caffè, mais, zucche, fagioli (a parte quelli dell'occhio). E niente zucchero, solo miele. Le solanacee sono diventate in poco tempo la base dell'alimentazione europea, pensate solo all'importanza delle patate per i popoli nordici. A parte le patate, che sono tuberi (ovvero fusti modificati a diventare riserve di zuccheri per la pianta durante il periodo invernale), di solito delle solanacee consumiamo i frutti: i pomodori ad esempio sono bacche. Tutte le solanacee contengono solanine, un gruppo di alcaloidi tossici che è presenti in diverse quantità nelle varie parti della pianta e che la aiutano a proteggersi dalle attenzioni degli insetti, funghi e batteri: dei veri e propri antiparassitari naturali. 

mercoledì 8 gennaio 2014

Citrus × limon: il sole di Ischia concentrato



Originario dell'India il limone è utilizzato da secoli non solo come cibo, ma anche per scopi terapeutici. Questa pianta appartiene alla famiglia Rutacee e il suo nome scientifico è " Citrus limonum ". In antichità applicavano il succo di limone alle ferite, disinfettando la zona colpita e e accelerandone il processo di guarigione. 

Il sole di Ischia: la primavera a Natale

Prima di Natale, sono andata a caccia di primavera verso sud, in particolare in una delle mie isole preferite, Ischia. Dire che è un posto stupendo è poco, oltre alla natura di un isola dal clima mite e ricca di acqua,  è un luogo riscaldato oltre che dal sole, dall'energia del Vulcano che la domina, il Monte Epomeo e quindi, oltre al mare stupendo, ci sono fonti termali ovunque. Ho soggiornato in un bellissimo hotel a Cartaromana, con panorama sul Castello Aragonese. 


 L'alba vista dalla mia finestra...

mercoledì 4 dicembre 2013

Capsicum chinense: salsa piccante cruda con peperoncini habanero


Ho tra le mani un sacchetto di peperoncini habanero, cosa fare?
Se non avessi tempo e fossero sul punto di marcire, allora li frullerei e li congelerei in piccole porzioni da utilizzare a necessità. Ma oggi ho tempo, quindi...

mercoledì 20 novembre 2013

Vitis vinifera: la saba. Mosto ristretto.


Ancora un pentolone pieno di mosto, che fare?
Avevo pensato di fare la gelatina d'uva, ma poi, data la mia passione per lo sciroppo d'acero e il miele di castagno, ho deciso di fermarmi allo stadio "sciroppo" da utilizzare sulla ricotta fresca, sul gelato...è buonissimo!!


venerdì 15 novembre 2013

Vitis vinifera: i "sughi" d'uva


Cresco la mia uva da ormai tre anni senza veleni di nessun tipo: niente rame solfato, niente zolfo. L'essere molto piccola ed in montagna, sopra gli 800 m forse mi aiuta, ma credo che aiuti di più il fatto che tutto il giardino sia un piccolo ecosistema brulicante di insetti, uccelli e altri animaletti, che hanno stabilito un equilibro salubre.. 
Una volta raccolta tanta uva e matura, che farne? Per prima cosa i mitici sughi, che ogni autunno mia nonna faceva andando a cercare in campagna l'uva ancellotta, nerissima e dolcissima, perché i sughi dovevano risultare di un bel colore viola scuro...